Corsi a Numero Chiuso
L’accessibilità ai corsi di laurea è da sempre un punto di discussione nell’ambiente accademico. Nel nostro paese ci sono corsi di laurea il cui accesso a limitato ad un numero ristretto di posti disponibili, la natura di questa scelta è in gran parte ideologica, infatti secondo un idea politicamente trasversale la selezione degli studenti per alcune discipline porta ad un innalzamento della qualità dei corsi di laurea e delle rispettive figure professionali.
L’accesso programmato ai corsi di laurea è regolato dalla legge 264\99. A livello nazionale i corsi obbligatoriamente a numero chiuso sono sei: Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria, Professioni Sanitarie, Architettura e Scienze della Formazione Primaria; per gli altri corsi di laurea ogni ateneo ha l’autonomia per autoregolarsi e decidere nella programmazione dell’offerta formativa l’accessibilità ai corsi di laurea.
Ma il dibattito sul numero chiuso ha subito delle deviazioni nel corso degli ultimi tre anni, infatti se prima quella del numero chiuso era posta come una “possibilità”, ora sta diventando una “necessità”. Se prima la discussione era ideologica, ora è diventata una questione meramente economica e di sostenibilità dei corsi.
Arriviamo quindi al nostro ateneo, nel corso dell’ultimo anno l’amministrazione dell’Università del Salento ha previsto l’accesso programmato per i corsi di laurea triennale delle Facoltà di Economia e Ingegneria. La giustificazione ufficiale del Rettore non è di natura didattica, ma economica.
La decisione è stata presa come soluzione al problema del superamento della numerosità massima delle immatricolazione ai corsi triennali. Ogni corso di laurea triennale, a seguito dell’emanazione del DM 17\10, per essere attivato deve ottenere la disponibilità di dodici garanti (docenti associati o ordinari) permettendo la frequentazione di un massimo di 150 studenti.
Tutto questo non rappresenterebbe un problema considerevole per l’amministrazione (ma solo per gli studenti), se il Governo non avesse deciso, con la legge 133 del 2008, di erogare i finanziamenti alle università anche in base al rispetto di questi parametri di numerosità massima dei corsi.
Come Unione degli Universitari di Lecce siamo sempre stati contro il numero chiuso, in quanto riteniamo tra i principi fondamentali dell’università la libertà di scelta dello studente del proprio percorso formativo.
Pensiamo inoltre che questo cambiamento di approccio al tema deve far riflettere tutto il mondo accademico e l’opinione pubblica, in quanto i problemi del mondo universitario non vengono più affrontanti all’interno di una cornice didattica, e quindi intensi in senso migliorativo della qualità dei percorsi degli studi, ma solo ed esclusivamente inseriti in una cornice economica e nella necessità di far quadrare i conti di bilancio.
Attualmente l'offerta formativa del nostro ateneo, prevede l'accesso programmato (ovvero il numero chiuso) per 15 corsi di laurea triennali su 28!!!
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Per quanti riguarda i corsi Magistrale, al momento è previsto l'accesso programmato per "solo" 4 corsi su 32:
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